Le aziende interessate a stabilire una società commerciale o ad avviare attività di import-export in India devono familiarizzare con le varie fasi e i principali soggetti coinvolti nel processo, inclusi i checkpoint della compliance e i requisiti documentali previsti dall’ecosistema normativo in evoluzione.
Il commercio indiano è suddiviso in:
- Commercio visibile (merci): prodotti fisici come tessuti, prodotti chimici, macchinari, prodotti farmaceutici
- Commercio invisibile (servizi): servizi IT, consulenza, servizi finanziari, ecc.
In questo articolo ci concentriamo sulla gestione del commercio di merci in India, che riguarda le procedure doganali, la logistica e le autorizzazioni regolamentari.
Riforme nella classificazione delle esportazioni e principali sviluppi (2025-2026)
Nell’ambito della propria Politica sul Commercio Estero 2023 l’India ha attuato riforme mirate ai meccanismi di classificazione e conformità delle esportazioni.
Nel gennaio 2025, la Direzione Generale del Commercio Estero (DGFT) ha aggiornato l’Allegato II (Politiche di Esportazione) per introdurre un sistema più dettagliato di classificazione, a livello di singolo prodotto, su tutti i codici ITC (HS). La riforma stabilisce:
1. Classificazione ITC (HS) standard a 8 cifre, in linea con le pratiche doganali internazionali
2. Condizioni specifiche per prodotto, anche per quelli precedentemente classificati come “liberi”
3. Un quadro di categorizzazione definito:
- Libero (free) – nessuna licenza di esportazione richiesta
- Soggetto a restrizioni (Limited) – esportazione subordinata ad autorizzazione
- Proibito (Prohibited) – esportazione non consentita
- Imprese Commerciali Statali (STE) – esportazione consentita solo tramite soggetti designati
Le merci sensibili, incluse quelle soggette ai regolamenti SCOMETET, continuano a essere regolate da regimi di controllo separati.
L’ITC (HS) Schedule I e Schedule II dell’India definiscono rispettivamente le politiche di importazione e di esportazione, articolo per articolo. La normativa in vigore alla data di importazione o esportazione determina l’importabilità e l’esportabilità di un prodotto.
| Modalità di importazione ed esportazione in India | |
| Attività di importazione | Attività di esportazione |
| Importazione diretta Importazione indiretta Importazione per riesportazione | Esportazione diretta Esportazione indiretta Riesportazione Esportazione temporanea |
Direzione politica e cambiamenti strutturali
Sulla base delle riforme sulla classificazione, la politica commerciale dell’India tra il 2025 e il 2026 evidenzia un orientamento più ampio verso un sistema digitalizzato, basato sulla compliance normativa e in costante evoluzione.
- Dettagliata architettura della compliance: I requisiti normativi sono sempre più legati a una classificazione precisa dei prodotti, rendendo fondamentale la precisione nella mappatura ITC (HS) per stabilire licenze, dazi e criteri di ammissibilità.
- Contesto normativo dinamico: La FTP 2023 si configura come una politica in continua evoluzione, con aggiornamenti introdotti tramite notifiche anziché secondo cicli prestabiliti, che richiedono alle aziende di monitorare costantemente le modifiche normative.
- Digitalizzazione end-to-end: Le procedure commerciali — inclusi licenze, sdoganamento e certificazioni — sono ora in gran parte digitali, supportate da sistemi di archiviazione elettronica e documentazione cartacea.
- Compliance e verifica automatizzate: Riforme come la digitalizzazione dei Certificati di Origine (CoO) e la standardizzazione dei documenti consentono la verifica incrociata basata sul sistema, riducendo gli errori e migliorando l’efficienza delle autorizzazioni.
Tipi di import ed export in base alla destinazione d’uso finale
- Beni di consumo: Prodotti finiti pronti per essere consumati da privati. Ad esempio: telefoni cellulari, laptop, indumenti, ecc.
- Beni intermedi: Prodotti che verranno utilizzati per ulteriori produzioni. Ad esempio: pelle semilavorata, prodotti chimici, tessuti, ecc.
- Beni strumentali: si tratta di macchinari industriali di grandi dimensioni utilizzati per la produzione di altri beni. Ad esempio: bracci robotici, macchinari di fabbrica, ecc.
Chi può partecipare al commercio EXIM?
Le attività di esportazione dall’India possono esserfe svolte da diverse tipologie di soggetti economici, tra cui:
- Persone fisiche e imprese individuali (ditte individuali): adatte a vendite di dimensioni limitate o attività individuali
- Startup e PMI (MSME): imprese emergenti e piccole e medie imprese
- Società a responsabilità limitata (LLP): partnership con responsabilità limitata
- Società private o pubbliche a responsabilità limitata: imprese strutturate di dimensioni medio-grandi
Procedura di avvio di un’attività EXIM in India
Per svolgere attività di import o export, è fondamentale che un commerciante, un produttore o un’entità commerciale effettui un’adeguata due diligence su più fronti.
- Ricerca di mercato per la scelta del prodotto idoneo
- Registrazione dell’attività
- Richiesta del Codice Importer-Exporter (IEC)
- Registrazione presso l’Export Promotion Council (EPC)
- Creazione di un piano operativo
- Consultazione dei dati di import/export per la ricerca di opportunità
- Gestione della logistica
- Partecipazione a fiere al fine della creazione della propria rete di acquirenti/venditori.
Cos’è il Codice Importer-Exporter (IEC)?
Il Codice Importer-Exporter, o IEC, è il numero obbligatorio di identificazione aziendale necessario per svolgere operazioni di commercio transfrontaliero in India. Rilasciato dalla DGFT, l’IEC è essenziale per qualsiasi entità che importi o esporti dei prodotti. Senza questa registrazione non è possibile effettuare alcuna transazione di import-export, salvo esenzione specifica. Per l’esportazione di servizi, tuttavia, generalmente non è necessario ottenere un IEC a meno che il fornitore del servizio non intenda beneficiare dei vantaggi previsti dal FTP.
A seguito dell’introduzione della Goods and Services Tax (GST), l’IEC è stato allineato al Permanent Account Number (PAN) della società. Sebbene l’IEC coincida di fatto con il PAN, esso viene comunque rilasciato separatamente dalla DGFT, su apposita richiesta.
Requisiti di base per ottenere un IEC
Per richiedere un IEC, il soggetto richiedente deve soddisfare i seguenti requisiti di base:
- Possedere un PAN valido intestato alla società
- Possedere un conto bancario attivo collegato alla società
- Avere un indirizzo commerciale registrato (soggetto a verifica da parte della DGFT)
I richiedenti devono assicurarsi che tutti i dati aziendali e bancari siano accurati e disponibili al momento della domanda.
Procedura di ottenimento del IEC
La procedura per la registrazione di un IEC è totalmente digitale e semplificata:
- Presentazione della domanda
Il richiedente invia una domanda online, tramite il portale della DGFT, fornendo i dettagli richiesti, inclusi PAN, informazioni sul conto bancario e prova dell’indirizzo.
- Verifica ed emissione
La DGFT elabora la domanda e, dopo una verifica positiva del progetto, emette l’IEC. In alcuni casi, l’indirizzo registrato può essere verificato fisicamente.
- Generazione dei certificati IEC
Una volta approvato, il certificato IEC viene generato elettronicamente e contiene le principali informazioni come il nome della società, l’indirizzo, il numero dell’IEC e la data di emissione, oltre a un QR code valido per l’autenticazione.
L’IEC è un codice identificativo di registrazione per le imprese che svolgono attività di commercio transfrontaliero. Si tratta di una procedura una tantum, con validità a vita, salvo diverse disposizioni espresse dalle autorità commerciali competenti.
Il possesso dell’IEC consente agli operatori di importare ed esportare merci generiche. Per i prodotti classificati ufficialmente come “soggetti a restrizioni”, invece, è necessario ottenere una licenza specifica separata. Tali licenze hanno generalmente una durata limitata nel tempo.
Compliance e gestione post-registrazione
Dopo aver ottenuto l’IEC, le aziende devono mantenere e gestire la registrazione attraverso il sistema della DGFT. Le principali funzionalità includono:
- Collegamento e gestione del profilo: l’IEC deve essere collegato al profilo utente sul portale DGFT per consentire l’accesso ai servizi e ai programmi disponibili.
- Aggiornamento o modifica dell’IEC: Le modifiche ai dettagli aziendali possono essere aggiornate online con requisiti minimi di approvazione.
- Monitoraggio del profilo IEC: Il profilo raccoglie informazioni aggiuntive, come le performance di esportazione, le registrazioni e i benefici derivanti dai vari strumenti.
- Rinuncia o sospensione: è possibile rinunciare o sospendere l’IEC su base volontaria; sono inoltre previste procedure per la sua cancellazione o revoca.
- Controllo accessi utente: È possibile autorizzare l’accesso di più utenti ad un singolo IEC, con ruoli e permessi definiti.
- Aggiornamenti su fusioni/scissioni: Il sistema consente di registrare o aggiornare le modifiche alla struttura societaria.
Commercio digitale in India: facilitazioni e procedure (2026)
L’ecosistema commerciale indiano ha registrato un importante miglioramento con l’introduzione di SWIFT 2.0 (Single Window Interface for Facilitating Trade) che ha segnato un cambiamento decisivo verso un sistema di sdoganamento a sportello unico, completamente integrato. Guidato dal Central Board of Indirect Taxes and Customs (CBIC), questo quadro normativo mira a semplificare l’interazione tra le autorità doganali e le Partner Government Agencies (PGA), riducendo la complessità delle procedure per le imprese.
SWIFT 2.0: Sistema integrato a sportello unico
SWIFT 2.0 consente aglli operatori commerciali di import ed export di inviare tutte le informazioni normative attraverso un’unica interfaccia elettronica, principalmente tramite il Bill of Entry (BoE). Il sistema integra le dogane con diverse autorità di regolamentazione, coprendo settori come la sicurezza alimentare, i prodotti farmaceutici, la quarantena vegetale e animale e i controlli sulla fauna selvatica, eliminando così la necessità di presentare domande separate presso diversi enti.
Uno dei principali sviluppi consiste nel passaggio all’elaborazione digitale end-to-end, dove le richieste vengono automaticamente inviate alle autorità competenti e le autorizzazioni vengono elaborate in parallelo. Le aziende possono monitorare lo stato delle domande in tempo reale e ricevere avvisi generati dal sistema, migliorando significativamente la trasparenza e i tempi di consegna.
A partire dal 2026, SWIFT 2.0 copre una quota significativa delle merci soggette a regolamentazione (stimata intorno al 70%), consentendo un ciclo completamente digitale, dalla presentazione della dichiarazione fino all’approvazione finale.
Infrastrutture digitali di base
Il quadro di facilitazione del commercio dell’India è supportato da una serie di piattaforme digitali interconnesse:
- Indian Customs Electronic Gateway (ICEGATE): L’interfaccia principale per la presentazione dei documenti doganali, il tracciamento delle spedizioni e la gestione delle transazioni.
- eSANCHIT: Consente la presentazione e la verifica elettronica dei documenti di supporto.
- Pagamento elettronico doganale (CeP 2.0): Facilita il pagamento elettronico dei dazi.
- Sistema SCMTR: Fornisce informazioni avanzate sul carico e la valutazione dei rischi.
- Piattaforma eScrip: Gestisce i regimi di credito e di rimborso dei dazi, come il RoDTEP.
Complessivamente, questi sistemi creano un ambiente di conformità digitalmente integrato, riducendo l’intervento manuale e migliorando l’efficienza.

Procedure di importazione in India (2026)
In India le procedure di importazione sono ora in gran parte elettroniche e semplificate. Le imprese iniziano classificando le merci secondo il sistema ITC (HS) e valutando i requisiti normativi di riferimento. Se necessario, si ottengono la licenza all’importazione prima della spedizione.
Una volta arrivate le merci, gli importatori presentano la Bill of Entry (BoE) tramite il sistema elettronico ICEGATE e caricano i documenti su eSANCHIT. Lo sdoganamento viene effettuato tramite un sistema di valutazione elettronico, attraverso il quale la valutazione dei rischi determina il livello di controllo. Dopo l’avvenuto pagamento elettronico dei dazi, comprensivi di Basic Customs Duty, Social Welfare Surcharge e IGST, l’autorizzazione viene rilasciata in formato digitale.
Procedure di esportazione in India (2026)
Le procedure di esportazione seguono un percorso digitale simile. Gli esportatori devono ottenere l’IEC e garantire la corretta classificazione delle merci. Per i prodotti regolamentati, deve essere garantita l’autorizzazione all’esportazione.
Le spedizioni vengono elaborate tramite la presentazione elettronica della Shipping Bill, seguita dallo sdoganamento. Uno dei principali requisiti consiste nell’emissione di un CoO digitale attraverso la piattaforma della DGFT, in particolare per le esportazioni che possono beneficiare di un trattamento tariffario preferenziale nell’ambito degli accordi commerciali in vigore.
Requisiti di documentazione per l’import e l’export
Sebbene i requisiti documentali restino sostanzialmente invariati, la loro presentazione avviene ormai quasi interamente in formato digitale.
Per le importazioni, i documenti principali includono il BoE (Bill of Entry), la fattura commerciale accompagnata dalla packing list e i documenti di trasporto, come la polizza di carico o la lettera di trasporto aereo.
Per le esportazioni, sono richiesti lo Shipping Bill, la fattura commerciale, la packing list e i documenti di trasporto.
La conformità normativa implica inoltre la presentazione delle dichiarazioni GST (in particolare GSTR-1 e GSTR-3B), dei Bank Realization Certificates (BRC) e, se del caso, dei Registration-cum-Membership Certificates (RCMC).
Si segnala che l’RCMC è obbligatorio principalmente per chi intende usufruire dei benefici previsti dalla FTP.
Regimi di incentivazione delle esportazioni in India
L’India continua a sostenere gli esportatori attraverso regimi come l’Advance Authorization Scheme, l’Export Promotion Capital Goods Scheme (EPCG) e la Riduzione dei Dazi e delle Tasse sui Prodotti Esportati (RoDTEP). Questi programmi sono ora integrati nelle piattaforme digitali, e semplificano le richieste, il tracciamento e l’utilizzo da parte delle imprese.
Conformità e strumenti informativi
A supporto della compliance normativa, le autorità mettono a disposizione strumenti centralizzati come il Customs Compliance Information Portal (CIP), che fornisce indicazioni tariffarie sulle normative e le autorizzazioni di riferimento. Grazie all’integrazione con le piattaforme digitali ICEGATE e SWIFT, le aziende possono beneficiare di maggiore visibilità, prevedibilità e controllo sui processi di trading.
Periodo di agevolazioni SEZ (2026-2027)
Come misura temporanea di facilitazione, l’India ha introdotto una finestra agevolativa per le Zone Economiche Speciali (SEZ) applicabile da aprile 2026 a marzo 2027. Tale disposizione consente alle unità produttive ammissibili che si trovano all’interno delle SEZ di vendere prodotti nella Domestic Tariff Area (DTA) a dazi agevolati.
Il programma si applica alle unità già operative prima del 31 marzo 2025 ed è limitato ai beni prodotti all’interno della SEZ. Impone un tetto del 30% alle vendite nella DTA e richiede una soglia minima di valore aggiunto del 20%, oltre alla certificazione da parte del Commissario per lo Sviluppo.
La compliance in questo periodo rimane completamente digitale, inclusa la presentazione elettronica della BoE e la valutazione doganale elettronica. È importante sapere che tali vendite interne non sono ammissibili agli incentivi all’esportazione.
Assicurazione sui crediti commerciali in India
L’assicurazione sui crediti commerciali è diventata uno strumento vitale per la gestione del rischio per le imprese impegnate nel commercio transfrontaliero in India nel 2026. Essa aiuta esportatori e importatori ad attenuare i rischi di pagamento e controparti in un contesto di crescente esposizione al commercio globale.
Per gli esportatori, protegge dall’insolvenza degli acquirenti, da ritardo nei pagamenti e dalle interruzioni geopolitiche, mentre per gli importatori rafforza la fiducia dei fornitori, prevede migliori condizioni di credito e riduce i rischi nella catena di approvvigionamento. La garanzia copre tipicamente l’80–90% delle perdite dovute ai mancati pagamenti, inclusi le insolvenze commerciali, i ritardi prolungati e i rischi politici. Queste polizze sono economicamente efficaci rispetto alle potenziali perdite.
In India, la Export Credit Guarantee Corporation (ECGC) rimane il fornitore principale, affiancata da assicuratori privati che offrono coperture più ampie e globali. Con l’avanzamento dell’India verso sistemi commerciali digitalizzati e volumi di transazioni più elevati, l’assicurazione sui crediti commerciali svolge un ruolo fondamentale nella salvaguardia del capitale circolante, nel favorire l’espansione del mercato e nel migliorare l’accesso ai finanziamenti commerciali.
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Questo articolo è stato pubblicato da Asia Briefing, casa editrice del nostro partner Dezan Shira & Associates (www.dezshira.com)