giu 27, 2019

Nella votazione del 25 giugno del Consiglio UE, con cui sono stati approvati l’accordo commerciale e quello sulla protezione degli investimenti tra l’Unione europea e il Vietnam, l’Italia si è astenuta, esprimendo preoccupazione per l’impatto che l’accordo avrà sulla filiera del riso.
Con il via libera espresso dal Consiglio, è stata data luce verde per la firma definitiva dei due accordi che avverrà ad Hanoi il 30 giugno 2019 e che comporterà, tra le altre cose, la pressoché totale eliminazione dei dazi doganali. Una volta, infatti, che l’accordo commerciale sarà entrato pienamente in vigore, il 99% dei dazi attualmente esistenti tra i due blocchi sarà eliminato con conseguenze che, secondo l’Italia, rischiano di non essere esclusivamente positive.

La posizione italiana
Nonostante i complessivi benefici commerciali per le imprese, i consumatori e i lavoratori europei e vietnamiti, per alcuni settori, come quello del riso, il venir meno di tutti i dazi rischia di generare minacce notevoli.
Per questi motivi nella votazione del 25 giugno, l’Italia ha preferito astenersi affidando ad una dichiarazione la propria posizione sul tema. A preoccupare seriamente Roma, infatti, è ”l’impatto potenziale” delle circa 80mila tonnellate di importazioni di riso a dazio zero concesso dall’Unione europea al Vietnam.
La posizione italiana tiene conto delle difficoltà che il settore del riso sta affrontando e che, con l’arrivo di ingenti quantitativi di prodotto a dazi zero, subirà pressioni ulteriori e nocive.
Per questo l’Italia, sempre nella dichiarazione ufficiale presentata al Consiglio, chiede d’ora in avanti all’Unione europea di non fare ulteriori concessioni sul riso sia negli accordi di libero scambio in corso di negoziazione, sia in quelli futuri.
Il governo italiano, inoltre, avanza la richiesta di introdurre l’obbligo di indicazione di origine del riso, nonché di imporre al riso importato il rispetto degli standard ambientali, sociali e fitosanitari europei.
Le relazioni commerciali dell’UE con Vietnam e paesi ASEAN
I due accordi che l’Unione europea firmerà con il Vietnam, fanno seguito a quelli conclusi con Singapore, facendo salire a quota due il numero di agreement firmati dall’UE con paesi del sud est asiatico.
Una volta entrati in vigore, gli accordi permetteranno alle aziende europee di accedere in modo più semplice e più sicuro ad un mercato di 95 milioni di persone e che rappresenta il secondo partner commerciale per l’Europa tra i paesi ASEAN, dopo Singapore.
I flussi commerciali con il Vietnam si attestano, infatti, sui 49,3 miliardi di euro all’anno per le merci e oltre 3 miliardi per i servizi. In particolare, mentre le esportazioni europee nel paese asiatico si concentrano su macchinari, prodotti chimici e agroalimentari, dal Vietnam l’Europa importa soprattutto apparecchiature legate alle telecomunicazioni, forniture, prodotti tessili e agricoli.
L’Accordo di libero scambio
Nello specifico, con la firma dell’accordo commerciale saranno progressivamente eliminati – in un arco temporale tra i 7 e i 10 anni – quasi tutti i dazi doganali sulle merci importate ed esportate da entrambe le parti. Inoltre, il testo contiene alcune previsioni relative a specifici settori tra cui:
• l’eliminazione di ostacoli tecnici nel settore dell’automotive;
• la tutela, in Vietnam, di 169 prodotti agroalimentari europei contrassegnati come indicazioni geografiche protette;
• la possibilità per le imprese europee di partecipare alle gare d’appalto su un piano di parità rispetto alle aziende vietnamite.
L’Accordo per la protezione degli investimenti
Oltre all’accordo commerciale, Unione europea e Vietnam ne firmeranno anche uno contenente misure a tutela degli investimenti. Il testo in materia di FDI creerà sostanzialmente un nuovo quadro normativo entro cui si muoveranno le imprese e che, tra le altre cose, contemplerà anche l’adozione della procedura per la risoluzione delle controversie sugli investimenti (Investment Court System).
Il nuovo accordo, che una volta firmato sostituirà quello attualmente in vigore, dovrebbe quindi essere in grado di assicurare maggiori garanzie, aumentare la trasparenza e prevenire l’insorgere di conflitti d’interesse. Il testo inoltre garantirà ai governi la possibilità di intervenire in tutela degli interessi dei rispettivi cittadini.
Le prossime fasi
Quanto alle procedure, dopo il via libera da parte del Consiglio e la firma ad Hanoi in calendario la prossima settimana, i due accordi saranno presentati al Parlamento europeo per la sua approvazione. Un volta ottenuto il via libera, mentre l’accordo commerciale entrerà subito in vigore, quello sugli investimenti subirà il processo di ratifica da parte dei singoli Stati membri, in linea con le rispettive procedure nazionali.


Fonte: Fasi.biz (Cristina Petrachi | 26 Giugno 2019)