Il futuro dell’Asia: i flussi e le reti asiatiche stanno definendo la prossima fase della globalizzazione

by Eurolinkgeie

Il secolo dell’Asia è iniziato. L’Asia è la maggiore economia regionale al mondo e, con la progressiva integrazione delle sue economie, ha il potenziale di alimentare e forgiare la prossima fase della globalizzazione.

L’Asia sta diventando sempre di più il centro dell’economia mondiale. Entro il 2040, la regione potrebbe rappresentare oltre la metà del PIL mondiale e circa il 40% dei consumi globali. I flussi globali internazionali si stanno spostando verso l’Asia con il ritmo di sette su otto valori e la crescita della regione sta diventando più ampia e sostenibile man mano che le economie che la compongono si integrano fra di loro. E’ una regione variegata, ma le sue diverse componenti presentano caratteristiche complementari e potenti reti si stanno sviluppando in Asia. I modelli di globalizzazione si stanno spostando, e questi cambiamenti stanno avvenendo più velocemente in Asia che altrove, suggerendo che più di qualsiasi altra regione, l’Asia potrebbe modellare il modo in cui la globalizzazione andrà a svilupparsi nei prossimi anni.

Questo nuovo documento si basa sulla ricerca sulla globalizzazione realizzata dal McKinsey Global Institute nel gennaio 2019 esaminando la crescita dell’Asia secondo otto parametri che includono 16 tipi di flusso, considerando la crescente integrazione delle economie della regione e mettendo in evidenza lo sviluppo di tre nuove e potenti reti asiatiche: l’industrializzazione, l’innovazione, cultura e mobilità, e le città emergenti che sono componenti principali di tali reti. Il documento fa parte di una serie riguardante il Futuro dell’Asia, un progetto di ricerca multi-fase che intende decifrare le principali sfaccettature dell’Asia.

L’Asia—la maggiore economia regionale al mondo—conta

La crescita dell’Asia sembra destinata a procedere nonostante le sfide che senza dubbio bisognerà affrontare, tra le quali il potenziale di rischio finanziario, la crescente disuguaglianza, e le lacune istituzionali relative allo Stato di diritto e alla corruzione. Nonostante le preoccupazioni di breve termine riguardanti le tensioni commerciali e la decelerazione nel tasso di crescita della Cina, le prospettive asiatiche nel medio e lungo termine sembrano comunque solide.

La crescita dell’importanza dell’Asia a livello globale è evidente nei principali indicatori macroeconomici, inclusi quelli relativi a PIL e consumi. Nel 2000 l’Asia ha influito per il 32% del PIL globale in termini di parità di potere d’acquisto. Questa percentuale è aumentata al 42% nel 2017 e si prevede raggiunga il 52% entro il 2040. Al contrario, la percentuale dell’Europa è diminuita dal 26 al 22% e quella dell’America settentrionale dal 25 al 18% dal 2000 al 2017. In termini di PIL reale, la percentuale dell’Asia era del 34% nel 2017 con una previsione del 46% entro il 2040. Per quanto riguarda i consumi, nel 2000 l’Asia ha influito per il 23% del totale mondiale, crescendo al 28% nel 2017. Entro il 2040 l’Asia potrebbe partecipare ai consumi globali con una percentuale del 39%.

I flussi globali internazionali si stanno spostando verso l’Asia con un ritmo di sette su otto valori —commercio, capitali, persone, informazioni, trasporti, cultura, risorse ed ambiente (Figura 1). L’unico valore che è diminuito riguarda i rifiuti (ambiente).

Figura 1

La percentuale asiatica riferita al commercio di prodotti è cresciuta dal 25% nel 2000–02 al 33% nel 2015–17.

Alcuni esempi. La percentuale asiatica di commercio di prodotti a livello globale è aumentata dal 25% nel 2000–02 al 33% nel 2015–17. Attualmente l’Asia influisce sui flussi di capitale per il 23%, in confronto al 13% di dieci anni fa. La regione è responsabile per il 48% degli studenti internazionali con un +43% rispetto al decennio passato. Anche la sua quota di fatturato aziendale relative a società operanti nel settore accoglienza e media globali è aumentata dal 17% di un decennio fa al 22% di oggi. La quota regionale di brevetti depositati in tutto il mondo nel 2017 è stata del 65% rispetto al 52% di dieci anni prima, mentre la sua quota di tasse IP si è mantenuta costante al 25% circa

Nello stesso periodo la quota asiatica di traffico globale di trasporto in container è aumentata dal 59% nel 2005–07 al 62% nel 2015–17. La quota asiatica di flussi energetici globali è aumentata dal 21 al 29% fra il 2000–02 ed il periodo 2015–17 mentre la quota di domanda energetica globale è aumentata dal 36 al 43% nello stesso periodo. Questi flussi hanno rafforzato l’Asia sotto molti aspetti e sono la base di un cambiamento strutturale.

Non è solo una crescita in scala, ma si assiste anche ad una rapida integrazione, che stabilisce il passo per una nuova fase di globalizzazione: la regionalizzazione. Gli spostamenti verso catene di valore per la produzione di merci a minore intensità di scambio e gli scambi transfrontalieri di servizi avvengono più rapidamente degli scambi di merci, ad esempio, e sono più evidenti in Asia che altrove, come si osserva a livello globale. L’intensità degli scambi dell’Asia è scesa, fra il 2007 ed il 2017, dal 20 al 14%. Degli otto valori studiati, l’integrazione dell’Asia sta aumentando e c’è un sensibile spostamento verso la regionalizzazione. Ad esempio, il 60% delle merci commercializzate dalle economie asiatiche avviene all’interno della regione, il 71% degli investimenti asiatici nelle start-up ed il 59% degli investimenti diretti esteri (IDE) è intraregionale, ed il 74% delle persone in viaggio si sposta all’interno della regione.

Parte 2

L’Asia è variegata, ma anche complementare

L’Asia è una regione molto variegata—non c’è una sola Asia, ce ne sono molte. Abbiamo identificato quattro gruppi distinti di economie basate su scala, sviluppo economico, interazioni reciproche e connessione con il mondo. Ognuna di queste “quattro Asie” ha caratteristiche complementari con le altre tre  (Figura 2). L’integrazione di l’una con l’altra può rendere la regione più resistente rispetto alla volatilità globale.

Figura 2

  • Asia Avanzata. I Paesi appartenenti a questo gruppo (Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Singapore e Corea del Sud) hanno raggiunto alti livelli di PIL pro-capite fra i $30,000 ed i $60,000, sono altamente urbanizzati e connessi. Forniscono al resto dell’Asia tecnologia, capitale, ed un mercato per i consumi di alto livello. Gli IDE in uscita sono stati di 1.000 miliardi di dollari nel 2013-17, pari al 54% del totale dei deflussi di IDE regionali. Nel 2013–17 la Cina ha influito per il 35% degli IDE asiatici in uscita.
  • Cina. La Cina, la seconda maggiore economia al mondo, è grande e distinta dalle altre della regione tanto da poter rappresentare una categoria a sé stante, e si comporta come una economia di appoggio per il resto della regione e come piattaforma di innovazione e connettività per i Paesi limitrofi. Nel 2013–17, ha rappresentato il 35% degli IDE asiatici in uscita. Con una significativa capacità innovativa, nel 2017 la Cina ha registrato il 40% marchi mondiali.
  • Asia Emergente. Questi Paesi countries (Bhutan, Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Mongolia, Myanmar, Nepal, Filippine, Tailandia e Vietnam) è relativamente variegate ma tende ad avere piccolo economie altamente connesse a livello intraregionale. La quota media dei flussi intraregionali in queste economie è 79%, la più alta delle quattro Asie. Circa il 72% degli scambi, l’80% dei flussi di capitali e l’85% dei flussi di persone appartenenti a questo gruppo sono di carattere intraregionale. Queste economie forniscono lavoro e crescita al resto dell’Asia nonostante presentino caratteri culturali molto diversi.

Frontiere Asia e India. Queste economie (Afghanistan, Bangladesh, Fiji, India, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Maldive, Pakistan, Sri Lanka, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan) hanno storicamente avuto livelli piuttosto bassi di integrazione regionale. Lo scambio di merci, capitale e persone a livello intraregionale è solo il 31%, il più basso in Asia. Storicamente c’è stata una gamma più ampia di relazioni commerciali. Nel 2017 l’Europa, il Medio Oriente, l’Africa ed il Nord America hanno partecipato alle importazioni di queste economie per il 45% e per il 66% delle esportazioni, il 56% dei loro flussi IDE in entrata e il 53% dei flussi IDE in uscita. Sono i principali produttori di servizi—in particolare servizi alle imprese in India—, ma si stanno muovendo anche verso la produzione, come in Bangladesh. Hanno forza lavoro giovane e offrono nuovi mercati mentre si integrano con il resto dell’Asia.

  • Ci si aspetta che entro il 2040 l’economia di ciascuna di queste Asie possa raggiungere le dimensioni di tutti i continenti. Allora la Cina sarà paragonabile alle dimensioni dell’America settentrionale. L’Asia Avanzata e le Frontiere Asia e India potrebbero essere (ciascuna) superiore a Medio Oriente ed Africa insieme. L’Asia Emergente potrà essere paragonata all’America Latina (Figura 3).

Figura 3

I flussi in aumento fra i Paesi delle quattro Asie stanno creando nuove potenti reti. Tre in particolare —industrializzazione, innovazione e cultura e mobilità — stanno rinforzando flussi e connessioni.

Part 3

Reti emergenti di catene di forniture industriali Asia-per-Asia

L’aumento dei consumi, la prossimità alla scadenza delle catene di valore nazionali e le incertezze relative al commercio globale stanno portando alla formazione di catene di fornitura Asia-per-Asia. L’occupazione nel settore manifatturiero tende a raggiungere il livello massimo con il 30% dell’occupazione totale, normalmente dopo che le economie hanno raggiunto un PIL pro capite compreso tra $10,000 e $20,000. Molti Paesi asiatici si trovano fra il 15 ed il 20% in termini di occupazione nel manifatturiero, con un potenziale enorme per una ulteriore industrializzazione. Nello sviluppo di questa rete di industrializzazione, distinguiamo tre aspetti principali:

La Cina sta eliminando gradualmente la produzione ad alta intensità di lavoro e l’Asia Emergente e la Frontiera Asiatica e Indiana stanno raccogliendo azioni (Figura 4). Dal 2007 al 2017, la quota manifatturiera cinese del PIL è aumentata leggermente, dal 30 al 34%. Allo stesso tempo la produzione è diventata l’attività preminente in altre economie asiatiche. La quota manifatturiera del PIL in Vietnam è aumentata dal 16% nel 2007 al 22% nel 2017. Anche alcuni Paesi della Frontiera Asiatica e Indiana si stanno industrializzando come ad esempio il Bangladesh la cui quota manifatturiera del PIL è aumentata dal 16% al 22% fra il 2007 ed il 2017.

Figura 4

L’Asia Avanzata e la Cina stanno sostenendo questa crescita investendo in modo consistente nell’Asia Emergente. Queste due Asie influiscono per il 43% delle esportazioni dell’Asia Emergente e per il 61% delle sue importazioni e per il 47% dei flussi IDE in entrata e in uscita dell’Asia Emergente.  Ad esempio il 79% dei flussi IDE in entrata in Vietnam nel settore elettronico provenivano dalla Corea del Sud, ed hanno consentito al Paese di diventare un hub per la produzione elettronica.

Nonostante un’influenza dominante da parte dell’Asia Avanzata e della Cina, i legami con l’Asia Emergente sono ancora forti all’interno del gruppo. Ad esempio, le esportazioni verso altre economie dell’Asia Emergente contano ancora per il 15% delle esportazioni della subregione nel 2017. Il 31% dei flussi di capitale dell’Asia Emergente fra il 2013 e il 2017 sono rimasti all’interno della subregione, aumentando rispetto al 26% del periodo 2008–12.

La Frontiera Asiatica e Indiana ha un ampio potenziale di crescita della sua base industriale trovando però il processo piuttosto difficile. Le infrastrutture sono insufficienti e di bassa qualità laddove la pesante burocrazia e la perdita di tempo ad essa dedicato hanno reso il processo decisionale molto lento scoraggiando gli investimenti. C’è comunque ampio potenziale con popolazioni numerose e giovani e capitali ed investimenti pronti ad entrare in queste economie. Questi Paesi hanno un obiettivo importante nell’ulteriore integrazioni con altre economie asiatiche. Le esportazioni da Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka verso il resto dell’Asia stanno attualmente crescendo ad un tasso di crescita annuale più rapido rispetto a quello di altre regioni.

Nel territorio asiatico si stanno sviluppando nuove città che stanno diventando hub dinamici dell’industrializzazione. Queste “città in crescita” nella rete di industrializzazione dell’Asia—fra loro Jamnagar in India, Phnom Penh in Cambogia, Hai Phong in Vietnam e Bekasi in Indonesia—ricevono sostegno strategico e agli investimenti, inclusi infrastrutture e incentivi per attrarre grosse aziende, dai loro rispettivi governi.

Parte 4

L’Asia sta facendo passi da gigante attraverso reti di innovazione multilocali

La rete di innovazione dell’Asia è molto più localizzata rispetto alla sua rete di industrializzazione. Si nota una rete di innovazione rafforzata dal talento locale, ma fondata con capitale regionale che ha portato alla formazione di “reti multilocali”—in altre parole, le soluzioni sono commisurate a leggi e consumi locali e si fondano sulle imprese locali. L’innovazione multilocale si sta verificando nelle quattro Asie in modi diversi (Figura 5).

Figura 5

L’Asia Avanzata e la Cina hanno costruito fondamenta di innovazione molto forti inclusa una base di aziende ed istituzioni che forniscono capitale e conoscenze per rafforzare l’innovazione in altre economie dell’Asia. Hanno investito – e continuano ad investire – pesantemente in innovazione ed hanno costruito una proprietà intellettuale notevole.

L’Asia Emergente e la Frontiera Asiatica offrono ampie possibilità di implementazione di comprovati modelli di business, capitale e idee innovative. Le inefficienze nei settori e nell’industria rivolti al consumo offrono l’opportunità di fare un salto in termini di innovazione, e il ritmo di crescita delle start-up e dei finanziamenti è molto più rapido in queste regioni che nell’Asia Avanzata. Con il decollo di start-ups e innovazione, inizia a formarsi il tessuto che collega la rete multilocale di innovazione dell’Asia.

I flussi di capitale rappresentano spesso uno dei principali indicatori della direzione presa dall’innovazione e questi flussi stanno cambiando in modo dinamico. La quota asiatica di finanziamento delle start-up mondiali è aumentata dal 16% nel 2013 al 47% nel 2018. Circa il 70% dei finanziamenti in venture capital in Asia è intraregionale. Con l’apertura di società di produzione dell’Asia Avanzata nell’Asia Emergente, il lavoro e le aziende locali possono beneficiare della ricaduta tecnologica di queste aziende straniere. Allo stesso modo, con il finanziamento di start-up ed innovazione da parte dell’Asia Avanzata e della Cina nell’Asia Emergente e nella Frontiera Asiatica e Indiana, queste società straniere non solo aiuteranno le economie emergenti nella loro partecipazione alla catena di valore mondiale, ma anche la condivisione di nuove idee e la promozione della prossima ondata di progresso tecnologico.

Le città asiatiche sono in competizione fra di loro per diventare hubs dell’innovazione – l’equivalente della Silicon Valley, ma con una connotazione asiatica. Ogni città ha approcci ed offerte diversi sulla base di diversi vantaggi competitivi. Pechino e Shenzhen in Cina sono ben posizionati come centri di innovazione e ci sono nuovi attori in crescita nella rete asiatica dell’innovazione inclusi Wuhan in Cina, la capitale dell’Indonesia Jakarta, Yangon in Myanmar e Hyderabad in India.

Parte 5

L’Asia è un hub in crescita per flussi di persone e crescente forza culturale

L’Asia è uno dei principali hub per i flussi di persone e la sua importanza è in crescita. Il consumo dei servizi, specialmente il turismo, è in piena espansione. Allo stesso tempo l’Asia sta diventando una forza culturale significativa e sempre in aumento. Contrariamente al passato, quando ad esempio la regione era un ampio ricettore della cultura occidentale e il popolo asiatico era un consumatore entusiasta dei film di Hollywood e della pop music inglese, oggi i flussi culturale vanno in entrambe le direzioni. L’Asia ha dimensioni sufficienti, contenuti culturali e la diversità per creare i propri blockbuster di intrattenimento. Oltre alla visione e all’apprendimento relativi ad altre culture attraverso i media digitali, gli Asiatici stanno traducendo la loro curiosità per lo schermo in esplorazione della vita reale, in quanto la regione diventa un hub sempre più importante per i flussi di persone, compresi i turisti, e per le reti di trasporto globali. Abbiamo esplorato tre reti emergenti—turismo, traffico aereo, e contenuti culturali.

L’Asia sta ridefinendo gli standard mondiali di viaggio sia in qualità di mercato outbound che di crescente meta di destinazione. Nell’ultimo decennio i viaggi in Asia sono aumentati ad un ritmo impressionante. La più rapida crescita nel settore del turismo si è avuta a livello intraregionale, con una crescita di 2.7 volte rispetto al decennio precedente—più veloce dell’espansione dei viaggi internazionali. I corridoi intraregionali chiave per i passeggeri si sono sviluppati fra Cina e Tailandia, Corea del Sud e Giappone e Cina e Giappone. Il numero di turisti in viaggio fra queste coppie di destinazioni negli ultimi dieci anni è cresciuto rispettivamente del 29,8% e del 7% (Figura 6).

Figura 6

L’Asia sta diventando un interscambio mondiale e sede per degli aeroporti a più rapida crescita al mondo. Nell’ultimo decennio l’Asia ha partecipato con oltre il 50% alla crescita totale di passeggeri in volo. Nel 2009 ha avuto 150 milioni di passeggeri internazionali in uscita; entro il 2018 questo dato è cresciuto a oltre 415 milioni. Oggi l’Asia è la sede di 11 dei 25 più grandi aeroporti al mondo.

L’Asia ha le dimensioni e l’influenza necessarie per creare il prossimo blockbuster dell’intrattenimento. Nel 2007 l’Asia ha generato $6.5 miliardi di introiti ai box office, o circa il 25% del totale globale. Proprio dieci anni più tardi il numero è cresciuto di 2,6 volte arrivando a $16.7 miliardi—nello stesso periodo, gli introiti dei box office USA sono aumentati solo di 1,2 volte—contando adesso per il 41% degli introiti globali.

L’Asia però non è solo un semplice consumatore di mezzi di comunicazione. La regione sta, in misura sempre crescente, creando contenuti e utilizzando canali digitali per condividere la sua cultura sia all’interno della regione stessa che con il resto del mondo. La società di video-streaming iQiyi.com, affiliata alla società cinese di internet Baidu’s, ha comprato i diritti esclusivi per trasmettere la serie TV sud-coreana Descendants of the Sun in Cina. Il programma è stato visto sulla piattaforma oltre un miliardo di volte. L’India è una potenza riconosciuta per la produzione cinematografica e Bollywood continua a prosperare, ben oltre la sua patria. Nel 2018 ha prodotto il maggior numero di film al mondo (1813), circa il doppio del numero prodotto dalla Cina, il secondo maggior produttore mondiale.

Inoltre altre città stanno diventando hub di spicco per lo scambio di persone, culture ed idee. Alcune, come Bangkok e Seoul, sono ben consolidate mentre altre stanno diventanto importanti centri culturali,, incluse Manila nelle Filippine, Hanoi in Vietnam ed Auckland in Nuvoa Zelanda.

Parte 6

Quattro priorità che i dirigenti aziendali ed i politici dovranno far prosperare nel secolo asiatico

Con la sempre maggior crescita in scala dell’Asia, con lo sviluppo di connessioni internazionali più forti e la formazione di nuove reti, I dirigenti aziendali ed i policy makers della regione devono  capire come trarne vantaggio.

1. Importante per l’Asia

Le società in Asia e all’estero devono considerare come rendere rilevante la loro attività per la più grande economia regionale al mondo, ma le aspirazioni e le strategie devono essere adattate per riflettere i diversi flussi asiatici, Alcuni Paesi sono già globali in termini di scala e altamente intraregionali, mentre altri rimangono relativamente sottosviluppati.

Per rimanere efficienti in un ambiente dinamico, le società che sono già presenti in Asia in modo sostanziale dovranno continuamente rivedere e aggiornare la loro strategia. Le società dovrebbero diventare parte dei flussi e delle reti asiatiche, già su larga scala, con un maggior elemento intraregionale, offrire all’Asia le risorse ed i flussi dai quali ancora dipende e creare opportunità per l’Asia al fine di estendere i flussi in ingresso ancora non sviluppati come, ad esempio, il commercio dei servizi, i flussi di capitale, la condivisione di dati e la cultura.

2. Ripensare il modello operativo asiatico

Asia è una regione variegate con caratteristiche complementari. Nello sviluppo del loro modello operativo in Asia, le società devono capire le sfumature di tali diversità all’interno della regione, anche a livello delle singole città. Dovrebbero considerare come sbloccare le opportunità che derivano dalle caratteristiche complementari delle quattro Asie attraverso nuove partnership e catene di fornitura, e mettere le città ed i distretti cittadini al centro del loro studio.

3. Proteggersi e prepararsi contro i rischi

Per ottenere il massimo dalla crescente scala ed importanza dell’Asia nell’economia mondiale c’è bisogno di uno sforzo collettivo per sostenere la crescita. I decision makers devono rispondere ad una serie di rischi, che includono ad esempio le pressioni ambientali, e colmare le relative lacune. I governi asiatici devono inoltre migliorare la loro competenze istituzionali.

4. Creare una collaborazione intraregionale più forte

Con la crescente integrazione dell’Asia ci si chiede come costruire la collaborazione. Alla regione  non mancano conflitti territoriali e politici e c’è la necessità di migliorare i meccanismi di risoluzione delle controversie per cercare di definirli.

Bisognerebbe considerare come sviluppare relazioni più forti al di là di quelle commerciali, ad esempio in termini di conoscenze, dati, e flussi di persone.

Fonte: Mc Kinsey & Co (https://www.mckinsey.com)

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