mag 17, 2017

La crescita economica, l’aumento dei salari e quello del potere d’acquisto hanno reso possibile lo sviluppo di modelli di consumo sostanzialmente nuovi per i mercati asiatici. Il commercio di bevande alcoliche, tra cui quello della birra, ha subito un forte incremento nell’area Asia-Pacifico, contando concorrrenti sempre più numerosi, tra produttori locali e stranieri. Si prevede che il mercato asiatico della birra raggiungerà un valore di 220 miliardi di USD entro il 2020, con una crescita annuale del 5 per cento. Nonostante le statistiche riportino dati in crescita, si ritiene necessario considerare una serie di norme e restrizioni che in alcuni mercati ancora ostacolano investimenti in questo settore.


Cina

A partire dal 2002, la Cina ha occupato il primo posto per produzione e consumo di birra, e si prevede che entro il 2017 supererà anche gli Stati Uniti, attualmente al primo posto per valore totale delle transazioni. Tuttavia, nel 2014 la produzione cinese di birra è calata di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, con un output in caduta del 17% solo nel mese di Dicembre. Il calo è probabilmente da attribuire alla recente campagna anticorruzione.

Secondo la China Economic Review, a confronto con i mercati consolidati nel settore della birra, il mercato cinese è ancora frammentato e caratterizzato da bassi margini di profitto, alti costi diretti di produzione e prezzi bassi. Una nota positiva è rappresentata dai dazi che rimangono relativamente accessibili, a quota 8 per cento.

Nonostante alcune difficoltà ed il recente crollo della produzione locale, la vendita di birre importate è cresciuta negli ultimi anni. Dal 2012 al 2013, si è registrato un salto del 50 per cento circa, con un importazione di 182 milioni di litri di birra per un valore totale di 232 milioni nel 2013. Anche se i produttori locali come China Resource Enterprise, Tsingtao e Beijing Breweries continuano a dominare il mercato, secondo un’analisi dello United States Department of Agriculture (USDA), il commercio di birre importate sta attraversando una fase di espansione simile a quella attraversata dal vino tra il 2005 e il 2009.


Vietnam

Anche il Vietnam rappresenta un mercato in crescita per il commercio delle birre nella zona Asia-Pacifico. Secondo la Vietnam Beverage Association, il consumo di birra nel solo 2014 ha raggiunto quota 3.14 miliardi di bottiglie, per un totale di 3 miliardi di USD. Questi dati rivelano che il Vietnam occupa il primo posto tra i paesi dell’ASEAN per consumo di birra, ed il terzo in Asia dopo Cina e Giappone.

I produttori stranieri sono consapevoli delle potenzialità offerte da questo mercato emergente. Grandi marche come Asahi, Heineken e ThaiBev sono in competizione nell’acquisizione del 53 per cento delle quote della Saigon Beer, Alcohol, and Bevarage Corporation (SABECO), il più grande produttore di birra in Vietnam. La giapponese Sapporo, dopo essere entrata nel mercato vietnamita nel 2011, sta attualmente pensando di incrementare la produzione locale. Inoltre, segnaliamo che il nuovo impianto della Anheuser-Busch InBev ha iniziato a produrre nel maggio 2015.

È da notare che, quando i tassi sull’importazione verranno ridotti dal 35 allo 0 per cento secondo le condizioni della Trans Pacific Partnership (TPP), i produttori locali dovranno competere con i brand internazionali per mantenere una buona posizione sul mercato.


India

Il mercato indiano è principalmente occupato dal commercio di superalcolici. Nel 2013, il 53 per cento del consumo totale di whiskey è avvenuto in India. Tuttavia, anche se ancora marginale rispetto a quello dei liquori, il mercato nazionale delle birre è in crescita.

Secondo Euromonitor International, le importazioni di birre “di prima qualità” saranno in ascesa dell’11 per cento annuo, tra il 2013 e il 2018.

Come per il Vietnam, anche in India i produttori locali stanno assistendo alla nascita di un mercato sempre più competitivo a causa della presenza dei brand internazionali. Nel 2013, la United Breweries era il primo produttore nazionale, seguita da SAB Miller e Carlsberg. Ultimamente i produttori stranieri stanno strategicamente acquistando un numero sempre maggiore di birrifici locali. Ad esempio, nell’aprile 2015, Molson Coors ha acquisito la Brewer Mount Shivalik Brewersies Limited, ottenendo il controllo della distribuzione nei principali stati indiani, come Haryana e Punjab.

Recentemente, anche micro-birrifici locali hanno iniziato ad aprire nei principali centri urbani indiani. Tuttavia, la difficoltà di ottenimento delle licenze e l’elevata tassazione hanno prontamente bloccato la loro espansione sul territorio. Ciò è dovuto al fatto che la produzione di alcol in India è controllata a livello governativo, e di conseguenza le leggi e le normative differiscono in ogni stato indiano. I microbirrifici, di cui sopra, hanno aperto in Stati, come Maharashtra e Karnataka, in cui sono state recentemente emendate le aliquote d’imposta.


Indonesia

L’Indonesia è un mercato di nicchia rispetto a Cina e Vietnam, ma è recentemente cresciuto a un tasso costante del 6 per cento. Purtroppo, oltre al divieto di commercializzazione riguardante le bevande con tassazione alcolica superiore al 5 per cento, il governo ha introdotto un nuovo divieto che include le bevande con gradazione alcolica inferiore. Questi emendamenti potrebbero influenzare quasi il 50 per cento del commercio di birre nel paese. Ulteriori divieti promossi dal partito islamico nazionale potrebbero riguardare addirittura la produzione e vendita di alcolici con tassazione inferiore all’1 per cento. Le restrizioni già in vigore hanno costretto società produttrici di birra come la Multi Bintang Indonesia, di cui Heineken possiede il 76 per cento, a concentrarsi sulla produzione di bevande e birre non alcoliche.


Conclusione

I mercati della birra stanno attraversando un’importante fase di espansione, soprattutto nell’area Asia-Pacifico. Al cambiare dei gusti, le birre artigianali e di alta qualità occupano una fetta sempre maggiore dei mercati di Cina e India, aprendo nuove opportunità agli importatori. Anche il mercato vietnamita presenta buone opportunità di investimento, soprattutto in previsione dei tagli dei tassi di importazione. È fondamentale, tuttavia, essere a conoscenza anche degli ostacoli, tra i quali un sistema fiscale complesso in India e divieti alla produzione e alla vendita di alcolici in Indonesia, solo per citarne alcuni.


 

Questo articolo è stato pubblicato dal nostro media partner Dezan Shira & Associates (www.dezshira.com)