giu 19, 2020

Nella fase della ripresa, passata l’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19, le imprese saranno chiamate a ripensare la loro attività in termini nuovi o a riadattare i vecchi schemi secondo le nuove esigenze imposte dal lockdown e dallo stop forzato delle attività.
La responsabilità del futuro delle aziende non potrà essere attribuita esclusivamente alle scelte del Governo e delle banche, ma ricadrà inevitabilemente anche sulle scelte gestionali del management.
Il futuro impone nuove ed importanti sfide da affrontare attraverso un modello operativo che tenga conto del profondo cambiamento economico basato su livelli di reddito completamente diversi, legati alla nuova percezione dei consumi ed alle nuove esigenze di spesa.

Va considerato che la gestione di una crisi si divide in due tempi:
la fase dell’emergenza, in cui bisogna studiare la situazione e quindi prendersi il tempo necessario per farlo.
la fase di adattamento nella quale si pongono e si sviluppano man mano i primi rimedi per affrontare la crisi. E’ proprio in questa fase che si inseriscono le pratiche innovative che si basano sulle best practices aziendali, adattandosi però alla nuova realtà.
Tuttavia, è difficile affrontare il cambiamento in mancanza di un sistema efficace di controllo di gestione in primo luogo finalizzato all’analisi della soddisfazione del cliente.
Con la fine dell’emergenza, emergono nuove e complesse criticità alle quali è necessario reagire con prontezza e professionalità attraverso una nuova cultura della gestione delle crisi e dei rischi connessi. E mettere in sicurezza il proprio business, utilizzando il “risk management” in chiave prospettica per il raggiungimento di livelli più avanzati di creazione di valore, equivale a sviluppare e valorizzare una più moderna “cultura del rischio”.
Ciò sarà realizzabile con la formazione di manager solidi in grado di prendere decisioni ponderate e corrette anche in tempi di emergenza e di crisi.
Tutte quelle operazioni di analisi delle performance che sono finalizzate a capire il funzionamento dell’azienda per migliorarne l’andamento e prendere decisioni sugli obiettivi futuri rientrano nella definizione di “controllo di gestione”.
Il contenuto dei report che ne derivano solitamente è formato da dati e informazioni che riguardano il tema o il settore da analizzare. Per ottenere uno strumento di analisi che sia utile al controllo di gestione, bisogna filtrare le informazioni che servono e che possono dire qualcosa al fine di elaborare nuove strategie o piani d’azione. Quindi, bisogna operare una giusta sintesi per rendere i dati presenti sul report completi, chiari ed indicativi.
Con riferimento a questo particolare contesto di crisi, occorre individuare i diversi aspetti di rilievo e di impatto di cui tenere conto per perseguire una soluzione condivisa con un approccio di gestione del rischio e di contenimento degli effetti avversi.
Una crisi ancora più profonda è dietro l’angolo se il superamento dell’emergenza viene lasciato al caso. Il ricorso ad un professionista che possa invece, attraverso le procedure del controllo di gestione, analizzare correttamente la situazione ed evidenziare criticità e procedure di recupero, può fare la differenza e far emergere, anche nel periodo di crisi, le opportunità di ripresa.