gen 18, 2017

L’importanza dell’attività di controllo ed audit della partecipata estera viene spesso sottovalutata da molte società (soprattutto di media o piccola dimensione) principalmente se localizzate in Paesi con contesti operativo-contabili diversi e non omogenei con quelli utilizzati dalla Direzione in Italia. Ciò potrebbe determinare errate o non puntuali valutazioni, oltre che industriali e commerciali, relative alla effettiva marginalità e situazione patrimoniale/finanziaria della partecipata accorgendosi, in ritardo, di significative alterazioni informative che possono modificare i fondamenti stessi dell’investimento.

L’attività di controllo riferita a partecipate estere diventa spesso particolarmente critica quando:

  1. a) nel gruppo non viene utilizzato lo stesso sistema informatico gestionale/contabile;
  2. b) il sistema informativo non è gestibile/consultabile “in linea” e in remoto da parte del controller;
  1. c) la partecipata opera in Paesi con sistemi contabili e di bilancio diversi e non omogenei con quelli della capogruppo;
  2. d) l’affidabilità dei dati contabili è incerta in mancanza di procedure di audit interne/esterne;
  3. e) il sistema “ambientale” in cui opera la partecipata è soggetto a rischio “corruzione” e/o infedeltà degli operatori locali;
  4. f) mancanza o incertezze quantitative o qualitative su: scorte effettive di magazzino; effettivi scarti industriali; presenze effettive di dipendenti in buste paga; grado di onestà dell’ufficio acquisti estero; fedeltà degli agenti/rappresentanti, ecc.

Il controllo di gestione sulle partecipate estere, pertanto, soprattutto nelle piccole e medie imprese italiane, diventa sempre più una attività fondamentale per capire la effettiva redditività societaria e sviluppare una efficace programmazione di sviluppo.
Tale attività richiede però flussi informativi affidabili e riclassificati in schemi di report comprensibili ed omogenei con quelli utilizzati dalla Direzione italiana per sovraintendere ad un positivo processo di internazionalizzazione.
Da un punto di vista operativo si sta consolidando la necessità di sviluppare sistemi di controllo coordinati sia nel Paese target, sia in Italia. La funzione del controlling, spesso, richiederà un lavoro in team con processi di raccolta dati e loro controllo fatti da professionisti esterni che coordinino i flussi informativi dall’estero e li trasmettano in Italia per una ulteriore rielaborazione in schemi di report per la periodica discussione con la Direzione.

Tali strumenti vanno poi integrati con la programmazione degli obiettivi evidenziando gli scostamenti e le necessarie azioni correttive.